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domenica 3 ottobre 2010

Carcariass - E-xtinction


Uno dei più interessanti lavori che mi è capitato di ascoltare ultimamente, proviene dalla Francia, nazione che ha dato i natali ad una delle band più preparate nel panorama techno death, i Loudblast. E proprio partendo dagli insegnamenti dei godz francesi, i Carcariass sfoderano una prova davvero eccellente che da tempo non mi capitava di sentire. “E-xtinction” è il terzo album per questa band proveniente dalla Francia che, delusa per i risultati sportivi della propria nazionale di calcio, può per lo meno tranquillamente consolarsi con uscite di assoluto livello in ambito musicale (cosa che noi italiani non possiamo neppure permetterci in quest’ultimo periodo). I Carcariass sono dei mostri per quanto riguarda la capacità di coinvolgimento che sanno attuare con i loro strumenti, per il loro dinamismo sonoro, la pregevole ricerca delle melodie, e una tecnica sopraffina assai rara; non ho altre parole. Si parte alla grande con “Chaos and Decay” e le sue linee di chitarra ricercata e raffinate; si prosegue con l’esplosiva e strumentale “In Cold Blood” dove sono sempre le chitarre a condurre i giochi in un alternarsi di emozioni degno delle più ripide montagne russe. Un basso apre “Domination”, ma ben presto si fanno largo malinconiche linee di chitarra e altri riffoni effettati assurdi, che rallentano ben presto il passo per far posto a ritmiche dal forte sapore grooveggiante, quasi rockeggiante oserei dire, con le vocals di Raphael Couturier davvero espressive nel suo growling mai troppo esasperato. La cosa incredibile sono i continui cambi di tempo che in un batter di ciglia ci danno l’idea di trovarci in un disco gothic, un secondo dopo in un arrembante disco di techno death americano e poi ancora in disco rock progressive, il tutto racchiuso in una manciata di minuti, meraviglioso. Una cascata di emozioni che ci pervade l’animo e ci lascia attoniti, sognanti, inebriati da cotanta bellezza di suoni. Un altro lungo break strumentale con “Exulting Pain” (come bonus track alla fine ci sono anche le sole 4 songs cantate dell’album, in versione strumentale), song dai forti richiami di scuola Iron Maiden: ancora cambi di tempo, cavalcate heavy metal, qualche riffone thrash e una produzione veramente degna per un lavoro di questa portata, vera e propria sorpresa per il sottoscritto. E quale peccato vedere che uscite come queste, passino totalmente inosservate nel nostro paese, perché ci consentirebbe di capire che con il cuore si possono fare grandi cose e regalare forti emozioni. Grandissimi Carcariass, per me già numero uno!!! (Francesco Scarci)

(Great Dane Records)
voto: 85