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lunedì 3 agosto 2020

Loudblast - Planet Pandemonium

BACK IN TIME: 
#PER CHI AMA: Death Metal
I Loudblast rappresentano uno dei nomi storici della scena death metal europea: addirittura al 1988 risale l’esordio della band transalpina guidata da Stephane Buriez, un concentrato di thrash esplosivo. Ben presto le coordinate stilistiche della band si spostarono verso un death metal di matrice americana: tecnico, ricco di mid-tempos, stacchi veloci e gustose melodie. Era, se non erro, il 1993 quando venne pubblicato 'Sublime Dementia', il miglior lavoro, a mio avviso, della band. Poi tante nubi si addensarono sul combo francese, tanto da arrivare allo scioglimento. Nel 2004, come un fulmine a ciel sereno, ecco tornare i nostri con 'Planet Pandemonium', anche se quello qui recensito è in realtà la versione 2005, con una nuova cover artwork e due brani remixati in più. Sicuramente i Loudblast risultavano assai cambiati rispetto al passato: quelli che mi trovai di fronte erano dediti ad una death metal moderno e aggressivo, dove la componente melodica che caratterizzava gli album precedenti, era totalmente scomparsa. Peccato perchè il quartetto francese era abilissimo nel mischiare la rabbia del death a quelle melodie tipiche mittle-europee. Non che la band nella nuova veste avesse rilasciato un brutto album, però l'impressione fu quello di un lavoro anonimo, piattino, anche se suonato e prodotto bene. Il death/thrash dei Loudblast si ritrovava influenzato dal sound delle nuove leve, Blood Red Throne in testa: potente, arrogante ed esplosivo, però decisamente sottotono. La nota positiva si rivelò la conferma della voce di Stephane (perennemente in growl), sempre tra le migliori nel panorama death. A parte questo, null'altro da segnalare, un vero peccato. (Francesco Scarci)