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mercoledì 26 gennaio 2022

Echotide - Into the Half Light

#PER CHI AMA: Post Rock Cinematico
Arrivano da Brisbane (Australia) questi Echotide con un lavoro uscito originariamente nel 2017 e riproposto ad inizio di quest'anno dalla Bird's Robe Records. E con loro, trema la Terra. Soffonde l’energia. Dilaga il caos. Vibra nell’oscurità questo suono macellato dall’attesa ed improvviso nella spinta dalla propulsione ritmica. Cosi si apre l’iniziale "Into the Half Light" che ruggisce sbranando ed accarezzando senza posa. Brividi metallici e carezze ridondanti, ipnotizzano con quel sound votato ad un post rock emozionale. Cicuta e zucchero per volontari sinestesici. Incalza la voce silente del suono, afferra la gola quel suo gioco iperbolico. Non sarò io a raccontavi l’epilogo. Ogni racconto apre mente e sensorialità. Siete liberi. Lo dobbiamo essere. Abbiamo appena cominciato a percorrere l’ossimoro suadente del paradiso infernale quando si dipana "Another Road". La seconda traccia si presenta assai affine con l’esordio dell’album. Non ci separiamo dalle acque pericolose in cui Ulisse ha lottato con le sirene. Un sonoro assoluto, strumentale, elettrificato a dovere che non evolve, non cerca il funambolico, semplicemente lascia interpretare lungamente riflessioni e corde su cui camminare tra notte e buio. Cambia lo stato dell’anima istantaneamente con "Her Back to the Sun". Incalzante. Cinematica. Una colonna sonora che non delude. Semplicemente un ottimo prologo ad un film quotidiano da intenditori del genere dark ambient. Veniamo a "Cracks in the Wall of a Tempory Home". Musicale. Un tinnuolo che racconta improvvisazione meditativa a lungo sperata. Il pezzo poi si apre come un calice di vino aspettato e lento nell’ossigenarsi. Cambiamenti dinamici organolettici nell’accorpare sonorità. Sino a che le metafore smettono i propri disegni per accordare suoni graffianti, spasmodici, rimbombanti e delicati. Un multipolarismo in musica. Da "Illumina" traspaiono invece velature dagli accordi cementati, prossimità leggermente descritte da suoni satellitari, rivisitazioni di coscienza e deliri lenti includenti, riflessioni tra le parole della musica ed il silenzio delle parole. Mi interessa molto questa "New Beacons Cast to Old Horizons". Oscura. Invasiva. Vibrante. Intelleggibile. Una traccia in cui il panico si sente dal primo secondo. Un muoversi di intrecci in cui si può andare oltre l’oscurità per trovare la luce. Un climax scomposto e pregiato in cui perdersi senza bussola perché è la traccia stessa ad essere la stella polare. Il nostro viaggio termina, ma non finisce, con "No Soch Thing as Monster". Come ogni viaggio la nostalgia fa da sposa. Eppure il matrimonio con l’album è presente in ogni traccia. Vi lascio con parole lente, epidermiche, lentamente scolpite nella roccia dell’ascolto multisensoriale. Così come lo è stato questo album per me. (Silvia Comencini)

(Bird's Robe Records - 2017/2022)
Voto: 75

https://echotide.bandcamp.com/album/into-the-half-light