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| #PER CHI AMA: Post Rock Strumentale |
I Palm Generator sono una band che non si dimentica facilmente. Composta da padre, figlio e zio, questa formazione marchigiana rappresenta un raro esempio di intima alchimia famigliare tradotta in musica. Il loro nuovo album, 'Corpo Celeste', prosegue lungo la scia stilistica a cui ci hanno abituato in passato: un percorso diviso in quattro movimenti distinti, dove melodie ipnotiche, sinfonie cosmiche e atmosfere cinematiche, si fondono per dar vita a un’esperienza musicale intensa e immersiva. Sin dal primo brano, "Corpo Celeste I", il trio ci conduce per mano verso un viaggio sonoro che sembra esplorare l’infinito. In questo pezzo, lo spazio tra una nota e l’altra si dilata magistralmente, fino a disorientarci e farci perdere qualsiasi punto di riferimento. Le chitarre e le percussioni s'intrecciano in strati che crescono lentamente, quasi con una pazienza monacale, oscillanti tra eco vibranti post-rock e una psichedelia profonda e oscura, simile alla sensazione di guardare attraverso un telescopio puntato verso il nulla. Non c'è però da aspettarsi svolte stilistiche clamorose rispetto ai lavori precedenti. La band rimane fedele al suo caratteristico sound onirico e introspettivo, dimostrando ancora una volta, una sorprendente capacità interpretativa nel mesmerizzare l'ascoltatore. Ovvio, se state cercando il ritornello da canticchiare in macchina, vi trovate decisamente nel posto sbagliato: questa è musica per chi cerca un’esperienza più complessa e meditativa. 'Corpo Celeste' richiede disciplina e un ascolto consapevole, magari al buio, in quel momento sospeso in cui il mondo non esercita più pretese e ci lascia finalmente liberi di perderci. Arriviamo a "Interludio", un ponte estatico, di quasi sette minuti, che ci accompagna attraverso le sue trame lisergiche, in una transizione fluida verso il terzo movimento, "Corpo Celeste II". Qui ci attendono altri dieci minuti di armonie meditative capaci di farci sentire sospesi a metà tra la terra e l'ignoto. Il viaggio si chiude con "Coda", ultima traccia di un album che con i suoi suoni profondamente contemplativi, sembra quasi condurci in una lezione di yoga intergalattica. 'Corpo Celeste' è alla fine un disco da esplorare senza fretta, per palati raffinati e anime sognanti, perfetto per chi ama immergersi in atmosfere avvolgenti e concettuali. (Francesco Scarci)
(Bloody Sound - 2026)
Voto: 74
