Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Twilight Zone Records. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Twilight Zone Records. Mostra tutti i post

giovedì 9 agosto 2012

Demolition - Relict IV

#PER CHI AMA: Thrash Bay Area, Testament
"Relict IV” ha il pregio di saperci riportare, con il suo sound a metà strada tra il thrash stile Bay Area e il death metal, ai favolosi anni '80, in cui nel mondo impazzavano Testament, Megadeth, Over Kill, Slayer e Metallica. Il quintetto austriaco dei Demolition, pur non tirando fuori dal cilindro nulla di nuovo, nei 36 minuti a disposizione nel loro quarto lavoro, riescono a condurci in un vortice burrascoso di selvaggio metal estremo. Come citato nel flyer informativo del cd, “Relict IV”, potrebbe essere accostabile a “Demonic” dei già citati Testament, per quel suo thrash dai toni molto accesi. Il quintetto tedesco va subito al sodo: dopo una brevissima intro, ci attacca subito con una serie di pezzi belli tosti, violenti, ben suonati che ricordano un ibrido tra la band di Chuck Billy e soci e gli svedesi Hypocrisy. Partiture massicce, ritmiche sostenute da due ottime asce, brillanti e travolgenti assoli e le vocals maligne di Wolf Sussenbeck (ex Darkside), rendono la quarta release dei Demolition un'appetibile cd da avere nei nostri scaffali, ideale per ricordare e rinverdire i favolosi anni ormai andati. Questo è metal muscolare, incazzato e trascinante. Granitici! (Francesco Scarci)

(Twilight Zone Records)
Voto: 70


R:I:P - ...Out to R:I:P All Nations!!!

#PER CHI AMA: Thrash/Death, Pantera, Metallica
Uhhh!!! Altra sorpresa da una band a cui non avrei dato una lira dopo aver visto la cover del cd. La bomba ancora una volta arriva dalla Germania con questi semi-sconosciuti R:I:P, che altro non sono che il chitarrista dei Majesty, il vocalist dei Respawn Inc., un paio di membri dei Midnatsoll e l’ex tastierista degli Anguish, che rilasciano questo interessante debutto di death/thrash old style, riletto in chiave moderna. Devo ammettere che la traccia in apertura lasciava presagire l’ennesima delusione, invece già dalla seconda “Crushing the Lies”, la band mi sorprende non poco e il disco inizia a decollare e a piacermi parecchio. L’approccio pare metalcore, ma la presenza di una affascinante tastiera a stemperare l’arroganza del genere, un ottimo songwriting, un’energia dirompente, la presenza in un paio di brani di una dolce donzella alle vocals e l’inusuale voce (in versione clean, emo e Metallica style) di Fabian Pospiech, spiana la strada a questi ragazzi, per raggiungere una larghissima e più che meritata sufficienza. L’utilizzo dell’elettronica, intelligentemente inserita sui classici riffoni di chitarra (di scuola Pantera) avvicendati ai soliti breakdown, direi che aiuta molto i R:I:P a prendere le distanze dal genere, anche se magari in alcuni momenti riaffiora prepotentemente il background thrash dei nostri; niente paura, perché un attimo dopo, il quintetto teutonico ci spiazza con una trovata delle sue: un loop che si pianta nel cervello come in “Fade Away” o un’angelica voce (Christina Müller) come accade in “The Cold Place”, risolvono la situazione. Bravi, perché reinventarsi in un genere stagnante come il thrash è davvero difficile e la band, nonostante alcune ingenuità, ha saputo sfoderare una prova più che dignitosa. Se osassero ancora di più, sono certo che farebbero sfracelli; da tenere d’occhio la loro evoluzione… (Francesco Scarci)

(Twilight Zone Records)
Voto: 70