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giovedì 23 gennaio 2020

Laethora - March Of The Parasite

BACK IN TIME:
#PER CHI AMA: Death, Napalm Death, Hate Eternal
Se pensate che il solo fatto di avere tra le proprie fila Niklas Sundin dei Dark Tranquillity e alcuni membri dei The Provenance (band avantgarde svedese), significhi che il sound di questi Laethora possa stare a metà strada tra le due band sopra citate, beh vi sbagliate di grosso. Infatti, per chi non conoscesse la band di Gotheborg, i nostri suonano un death abbastanza feroce ed ispirato più al brutal americano che allo swedish death. Le dieci tracce di 'March of the Parasite', debut album del 2007, partono subito forte con chitarre al fulmicotone, ritmiche violentissime, iper blast-beat e growling vocals, di chiara matrice americana, con fonte d’ispirazione inequivocabile il sound di Morbid Angel e Hate Eternal. La prima sorpresa giunge però alla quinta traccia, “Black Void Remembrance”, dove in mezzo allo scatenarsi del putiferio, spuntano all’improvviso clean vocals (stile Katatonia) a spezzare, per un attimo, il ritmo infernale imposto dal quintetto svedese. Con la successiva “Repulsive”, si rendono chiare altre influenze che lì per lì, mi erano sfuggite nei primi brani, ossia un chiaro riferimento al sound dei Napalm Death (periodo 'Utopia Banished'). In “The Scum of Us All” il ritmo indiavolato dei nostri rallenta di brutto, a livelli quasi doom claustrofobici, per poi ripartire a pestare con la successiva “Y.M.B.”. Chiaramente, non siamo di fronte a nessun tipo di innovazione in campo estremo, tuttavia 'March of the Parasite' rappresentò una bella boccata d’aria fresca in un periodo abbastanza stantio per la scena estrema di metà anni 2000. (Francesco Scarci)

(Osmose Productions - 2007)
Voto: 73

https://www.reverbnation.com/laethora