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venerdì 5 giugno 2026

Trelldom - …By the Word…

#PER CHI AMA: Avantgarde
I Trelldom sono tornati con un nuovo album, '…by the Word…', un disco che non cerca di farti compagnia, ma un labirinto in cui spingerti a perderti. Il nuovo lavoro di Gaahl ha compiuto la sua fuga definitiva dal black metal, per spingersi in una zona obliqua, quasi allucinata. Dimenticatevi pertanto il black da manuale, quello dei cliché o della nostalgia per i tempi che furono, qui troverete qualcosa di profondamente disturbante, al contempo magnetico. Forse per questo motivo mi sono avvicinato a questo disco, dal momento che non sono mai stato un grande fan della band norvegese. Quando per sbaglio ho dato un ascolto a questa nuova release, ecco ritrovarmi catapultato ai tempi di 'Written in Water', l'unico lavoro dei Ved Buens Ende, che uscì ormai 32 anni fa e a quel sound avanguardistico, sinistro, sghembo e oscuro. Non un ascolto facile sia chiaro, anzi l'inquietudine che questo disco emana già nelle prime due tracce, "When This Was Young" e "I Speak Forgotten Voices", è un qualcosa che ti prende la gola, e genera un senso d'ansia, una sensazione da vertigini. Complice la chitarra affilata di Stian “Sir” KÃ¥rstad, ma soprattutto il sassofono di Kjetil Møster, che qui diventa proprio lo strumento perfetto per dare una forma fisica all'ansia. La voce di Gaahl completa il quadro, con fare misterioso, muovendosi tra i quasi sussurrati delle prime due tracce a toni più contorti che rendono ogni traccia un'esperienza dolorosa. Nella terza "This Moment the Life of a Memory", quando il sassofono s'insinua tra i riff, il nero del black non si annacqua, si contamina di una libertà espressiva che sa di jazz notturno, di locali fumosi dove ogni punto di riferimento viene meno all'ascoltatore. Sperimentazione allo stato puro, lo adoro. I vecchi fan della band si ribelleranno sentendo le mie parole, ma in tutta franchezza, trovo questo lavoro una piccola gemma, che anche con i successivi pezzi, e penso alla stralunata title track, alla magnetica "Folding the Mind", alla rarefatta e lisergica "The Word - Choose to Vanish", e alla conclusiva, delirante e mesmerizzante "Is There Outside", sapranno cucirvi addosso la colonna sonora ideale per quelle notti in cui la mente si piega su se stessa e l'unica cosa che rimane da fare è accettare di svanire, un pezzo alla volta, nel silenzio. (Francesco Scarci)

(Prophecy Productions - 2026)
Voto: 78