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giovedì 16 aprile 2015

Woebegone Obscured - Deathscape MMXIV

#PER CHI AMA: Death/Doom/Avantgarde, In The Woods
Prosegue la ricerca quasi spasmodica in casa Solitude Productions per trovare new sensations in ambito death doom. Ormai non le contiamo più le band sotto l'etichetta russa e quest'oggi ci fermiamo in Danimarca per conoscere i Woebegone Obscured e la loro proposta di musica funerea di morte. Tre i pezzi nuovi, più due cover di cui diremo in seguito. L'Ep si apre con la title track che mette in luce una proposta assai mutevole nel suo evolversi. Il quartetto di Midtjylland infatti, non è il classico gruppo dedito a infauste sonorità oscure e asfissianti, ma c'è una certa dinamicità nelle note dei quattro, con un sound che si muove tra death, doom, black (ma solo per alcune linee vocali che dal growl sconfinano nello scream) e ovviamente funeral, senza tralasciare i classici frangenti acustici. Vi ho trovato anche un'inconsueta teatralità nelle clean vocals, quasi alla Warrel Dane dei Nevermore per intenderci, il che non guasta, e permette l'ascolto del lavoro anche ad un pubblico più ampio. L'inserimento poi del violoncello rende il tutto ancor più stuzzicante e a tratti originale. In "Catharsis of the Vessel" si intravedono addirittura tracce di un death progressive avanguardista, il che è quasi un fatto inedito in casa Solitude Prod. Si tratta di una spruzzata di sonorità bizzarre che donano una veste più intrigante a 'Deathscape MMXIV', oltreché eterogenea. Difficile comunque la digestione di questa seconda traccia, viste le ritmiche sghembe e visionarie, che in taluni frangenti mi hanno rievocato gli ultimi In the Woods. "While Dreaming in the Ethereal Garden" è l'immancabile traccia in cui trovano posto sonorità eteree, ma che in questo caso funge un po' da riempipista, prima delle conclusive cover. Appunto le cover: la prima è "Call From the Grave" dei Bathory, estratta nientemeno che da 'Under the Sign of the Black Mark' e riletta in una chiave decisamente doooom. La seconda è la famosissima "Xavier" dei Dead Can Dance: la revisione è vicina alla commovente versione originale, con il vocalist che si trova molto a proprio agio nelle tonalità alte mentre la musicalità mette in luce una vena poetica nel sound dei Woebegone Obscured. 'Deathscape MMXIV' alla fine è un lavoro interlocutorio che lascia comunque intravedere ampi margini di crescita per il futuro di questi giovani danesi. (Francesco Scarci)

(Solitude Productions - 2014)
Voto: 70