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mercoledì 26 agosto 2026

Niveous – Cult of the Void Star

#PER CHI AMA: Black Metal
Prendete il manuale di istruzioni del black metal, spuntate tutte le caselle della lista e avrete 'Cult of the Void Star', il debut su lunga distanza degli statunitensi Niveous, un concentrato di black metal senza troppi fronzoli nè pretese. Fuori per la Hypnotic Dirge Records, il lavoro consta di sei pezzi sparati a velocità folle, screaming al vetriolo, chitarre di stampo scandinavo e liriche che parlano di male cosmico, mitologia e mondi boreali. Sorprese? Zero. Innovazioni? Nemmeno a pagarle. Eppure, per chi si nutre esclusivamente di pane e misantropia, questo lavoro fa esattamente quello che deve fare, senza troppi orpelli digitali o derive ammiccanti. Il disco si muove attraverso collaudatissimi binari che vanno dalla lacerante opener "Harbinger of the Void Star" fino alla conclusiva "Boreal Stronghold", passando attraverso blast-beat spietati, chitarre zanzarose, voci alla Attila Csihar (soprattutto in "Servants of the Monolith") e una rabbia glaciale che mettono subito in chiaro il tasso di prevedibilità (e violenza) dell'opera. In mezzo, poco altro per farmi esaltare di fronte a questo lavoro: musica sparata a mille, qualche rallentamento doom, un coro epico con tanto di accelerazione finale in "Frostborne Resistance" di tutto rispetto, andando cosi a ergersi come miglior brano del lotto. Poi, in tutta franchezza, poco altro per farmi gridare al miracolo. 'Cult of the Void Star' è un lavoro rigido e senza compromessi. Se nel 2026 avete ancora voglia di ascoltare per la millesima volta la stessa formula senza chiedervi il perché, fatevi sotto: trovate esattamente quello che state cercando. (Francesco Scarci)

(Hypnotic Dirge Records - 2026)
Voto: 55