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| #PER CHI AMA: Death Old School |
Aumentare il volume per ascoltare 'Corrupted Disease', il debutto autoprodotto degli statunitensi Chaos Eater da Canton, equivale purtroppo a intraprendere l'ennesimo e del tutto superfluo viaggio a ritroso nel tempo, dove l'unica sensazione percepibile lungo i suoi risicati ventisette minuti è un senso di imbarazzante e desolante vuoto compositivo. Il quintetto dell'Ohio mette infatti sul piatto il classico compendio di death metal old school arricchito da spruzzate thrash e doom di chiarissima estrazione anni novanta, infagottato in una produzione senza lode né infamia che vorrebbe suonare organica ma finisce soltanto per apparire stantia e datata. L'aggravante risiede nel fatto che, a fronte di liriche e concept persino ambiziosi capaci di spaziare dai virus di Fallout dentro "FEV" fino agli attacchi al gas della prima guerra mondiale nella traccia "Corruptor", la musica sottostante si rivela un piattume sconcertante, una sequenza di cliché triti e ritriti priva della minima scintilla d'originalità . Dall'assalto fotocopia dell'apertura "Tyrant" alle lentezze di "Gravewalker", passando per l'inutile parentesi pseudo-grind di "Tainted in Filth" fino al finale ruffianamente doom di "Decayed Sanctum", il disco scivola via senza lasciare l'ombra di un riff memorabile o di un passaggio capace di catturare davvero l'attenzione, azzerando sul nascere qualsiasi tipo di coinvolgimento emotivo. 'Corrupted Disease' è l'ennesimo prodotto di maniera destinato ad affollare un underground già saturo, un esordio del tutto innocuo, piatto e fondamentalmente inutile che persino gli affamati di death americano più intransigente, potranno tranquillamente permettersi di ignorare. (Francesco Scarci)
(Self - 2026)
Voto: 45
