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venerdì 1 novembre 2013

The Canyon Observer - Chapter II: These Binds Will Set You Free

#PER CHI AMA: Funeral Doom, Sludge, Post Metal
Ecco l'album perfetto d'ascoltare la notte di Halloween. Che maestosa sensazione infilarsi le cuffie, spegnere la luce e ignorare quei bambinetti che suonano alla porta con il loro fastidioso ritornello “dolcetto o scherzetto?”. Meglio abbandonarsi alle tenebre sonore generate dal sound degli sloveni The Canyon Observer. Funeral, sludge e doom ovviamente a deliziare le mie orecchie, il tutto spruzzato di venature post. “Part I: As We Surrender to Lust” è un delirante viaggio nella notte: atmosfere rarefatte, chitarroni ultra ribassati e lenti su cui poggiano le acidissime e corrosive vocals del cantante. Con “Part II: And the Pleasures of Pain”, sprofondiamo negli abissi: da brividi l'atmosferico incipit, un po' stile Neurosis ma con maggiori influssi funeral, dovute ad un ritmo che stenta a decollare e che rende l'ascolto particolarmente asfissiante. Poi un bel giro di chitarra/basso, corredato da vocals malefiche, spezzano il loop malsano che lentamente mi stava prendendo la testa e ricama misantropiche melodie. Con “Part III: We Can Descend Into the Unknown” i nostri non si perdono tanto in chiacchiere: il ritmo è più spedito, uno squarcio di luce inizia ad emergere nelle note, e il post metal/sludge assume una maggior preponderanza sui suoni funeral iniziali. Le vocals oscillano tra il growling profondo, le urla disumane e il clena, mentre uno splendido break centrale dalle tinte post rock, assume il comando delle operazioni da qui alla fine del pezzo, cullandomi con i suoi delicati suoni. “Part IV: And Drift Away” chiude paurosamente la mezz'ora di ottima musica messa in scena dai nostri nuovi amici sloveni, con una song dal forte feeling malinconico. Ottima scoperta questi The Canyon Observer, da tenere assolutamente monitorati in futuro. (Francesco Scarci)