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lunedì 11 marzo 2013

Negativehate - In Cosmic Winter

#PER CHI AMA: Prog, Doom, Ambient
I Negativehate sono un quartetto dinamico (nel senso che gli artisti si susseguono nel tempo e nei lavori) di New York che calca le scene sin dal lontano 1995. L'attuale sound che fonde ambient/prog/metal/doom è il risultato di una lunga evoluzione che li portati dal loro acerbo industrial metal, passando per il grind più tecnologico. Dopo aver trovato queste poche info sul web, ammetto che non mi immaginavo cosa potessi aspettarmi da un percorso di vita musicale di tal peso. Quindi ascoltiamo l'album. Il cd apre con "They Live Inside the Sun", pregiata intro acustica che viaggia sulle note di due chitarre accompagnate dallo scorrere della pioggia. E con questo brano i Negativehate mostrano il loro lato ambient e si accingono ad assalire l'ascoltatore con il pezzo successivo dal groove più prog, caratterizzato dal cantato che sembra provenire da luoghi sconosciuti grazie all'uso di riverbero. Verso la fine si sente anche un growl che spiazza per la sua aggressività e male si sposa con il contesto. Magari la band voleva proprio questo, sta di fatto che se non ve lo aspettavate, rischiate un mezzo infarto. Questa è "Spiritwalker", canzone gradevole nei riff e nella struttura, ma allo stesso tempo nervosa e non semplice da affrontare. Personalmente definisco queste canzoni le "sobillatrici", per il modo in cui riescono a scuotere l'ascoltatore che potrà poi anche giudicarle negativamente, ma almeno ne è stato colpito. "The Last Red Dwfar" mostra un'altra faccia dei Negativehate, quella contaminata dal post rock che accarezza un po’ di stoner, diviene doom e ritorna alle origini. Dieci minuti così gestiti risultano meno difficili, ma a mio parere gli arrangiamenti doom sono proprio quelli che affondano il pezzo. Vero che i bpm bassi sono la caratteristica fondamentale del genere, ma bisogna saper dosare gli strumenti per non cadere in una marcia funebre tediosa e scontata. Peccato perché il pezzo è piacevole per tutti gli altri aspetti e bastava tagliare qualche parte per ottenere un qualcosa di meglio definito. Concludo con "Planet X" che dopo un intro campionata probabilmente da qualche film (chiedo perdono se non sono riuscito a identificarlo) si concentra sulla psichedelia dei suoni per ricreare un atmosfera ancestrale, proponendo un moderno sabba che vede i nostri Negativehate raccolti intorno ad un grande fuoco a contorcersi con la loro musica e innalzare il loro grido di protesta contro la decadenza dei valori. Nel libretto parlano di una contrapposizione tra poeti e politici, immagine di sfida che diviene attuale in questo nefasto periodo dopo elezioni. I Negativehate non mancano né di tecnica né di personalità e la loro evoluzione negli anni, unita alla caparbietà, dimostra che spesso un progetto va oltre la fama e il successo, ma cerca una soddisfazione personale. Come tanti altri casi l'artista avrà un riscontro limitato, ma sarà la forza che lo porterà avanti nel suo credo. (Michele Montanari)

(Piss Grey Sky Records)
Voto: 70

https://www.facebook.com/NEGATIVEHATE