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| #PER CHI AMA: Melo Death/Progressive |
Un'attesa durata sei anni per sentire il comeback discografico dei russi Arcanum Sanctum. Tanto ci è voluto per partorire questo EP di quattro pezzi (che erano usciti nel corso del 2025), intitolato 'Pax'. Chissà se sia un chiaro riferimento alla pace che si chiede a gran voce per il conflitto ucraino o cosa, fatto sta che questo nuovo lavoretto (mi sarei aspettato un full length a dire il vero), prosegue sulla scia del precedente 'Ad Astra', ossia con death melodico davvero fresco e gustoso. Il tutto peraltro fatto con maggiore energia, consapevolezza nelle proprie capacità e idee. E cosi dalla lezione impartita dai vari Dark Tranquillity, Soilwork e Scar Symmetry, ecco che il 4-track ci attacca con un sound compatto di chitarre, growling vocals, esaltanti melodie che sin dall'iniziale "A Different Form of Life", passando per la più roboante e incalzante "Wake Up", mi convince appieno della nuova proposta del quartetto di Komsomolsk-on-Amur. "Resistance" attacca stracolma di groove, complici le ispiratissime tastiere che anche nel corso del brano ci accarezzeranno il viso, nonostante un riffing che si mantiene comunque serrato e trova modo di alternare una certa animosità anche con momenti più atmosferici e un comparto solistico davvero solido e gradevole. Il disco si chiude con "Song of Hope", la traccia forse più ordinaria e ancorata al passato, ma che nella sua seconda metà mostra anche un'anima più progressiva, un brano che decisamente non penalizza un lavoro che ha tutte le carte in tavole per competere sui palcoscenici internazionali. (Francesco Scarci)
(Self - 2026)
Voto: 74
