Cerca nel blog

domenica 21 agosto 2022

The Decemberists - What a Terrible World, What a Beautiful World

#PER CHI AMA: Indie Folk Rock
È tassativo non offuscare l'elemento di maggior fascinazione, vale a dire il nitore del songwriting di Meloy. Occorrono arrangiamenti accuratissimi ma trasparenti ("Spectoriani", li definisce giustamente qualcuno). Si spazia quindi dal pop-piano-da-radio (l'inspiegabile singolo "Make You Better") a certe caciare indie-'90 alla R.E.M. ("The Wrong Year"), al doo-wop pruriginoso mid-'60 ("Philomena") al "gospel bianco da convention democratica" (la definizione è sempre di quel qualcuno) della cripto-biografica "The Singer Addresses His Audience" (da confrontare con "Anathema" degli Anathema), alle dolenti e austere "Till the Water is All Long Gone" e "Carolina Low", collocabili tra i Dire Straits di 'Private Investigation' e il Roger Waters di 'Each Small Candle'. Buona parte dell'ultima facciata del vinile (la terza) sembra una sorta di doveroso tributo al folk di Dylan e Young, cui Meloy deve sicuramente molto più di una cena costosa. (Alberto Calorosi)

(Capitol Records - 2015)
Voto: 80

https://www.decemberists.com/