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lunedì 19 ottobre 2026

Les Bâtards Du Roi – Ici Meurt Ma Joie

#PER CHI AMA: Medieval Black
Con il loro nuovo EP intitolato 'Ici Meurt Ma Joie', i transalpini Les Bâtards du Roi affiliano le lame per consegnarci un epico assalto di black metal melodico, venato di oscure suggestioni medievali, che richiamano la solennità tragica di connazionali quali Véhémence o Darkenhöld. La produzione curata da Ben Lesous bilancia, ad arte, la nitidezza moderna con la sporcizia viscerale: la batteria di Daemonicus pesta con blast-beat chirurgici ed echi dinamici, mentre le chitarre tessono intrecci affilati sorretti dal basso pulsante di Barron, bilanciando le urla laceranti di Regicide e il canto pulito solenne di Æni. L'immaginario lirico del disco declina un tragico nichilismo storico e cavalleresco, permeato dal declino e dalla perdita di speranza tipicamente medievale. Il brano d'apertura, nonchè title-track, apre le danze imponendo fin da subito un ritmo serrato guidato da riff affilati come baionette e screaming vocals, capace di evocare visioni di battaglie insanguinate e desolazione senza alcuna via di fuga. Nella successiva "Et la Nuit s'Êternise", il gruppo arricchisce la propria tavolozza sonora grazie alla guest star Agathe "Diffamie" Boulanger (Galibot) al microfono, integrando cosi atmosfere più malinconiche e teatrali che si sposano perfettamente con la struttura mutevole delle chitarre. A chiudere l'EP troviamo poi "Où Pourri la Lumière", un episodio più cupo, in cui la sezione ritmica va accelerando implacabilmente, intrecciando tremolo picking serrati a linee vocali abrasive (ad altre più epiche) che suggellano il completamento della discesa nelle tenebre. L'uscita dimostra una buona maturità compositiva e una precisione esecutiva priva di sbavature, peccato solo una durata esigua che si assesta a poco più di 13 minuti, per un packaging peraltro molto elegante. Un ascolto imprescindibile per chiunque nutra il proprio spirito con le sonorità intransigenti del metal nero francese di stampo epico-medievale. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2026)
Voto: 70

martedì 7 ottobre 2025

Les Bâtards du Roi - Les Chemins de l'Exil

#PER CHI AMA: Medieval Black
Da Orléans, ecco i Les Bâtards du Roi (LBdR), che ritornano, a un anno di distanza dal precedente omonimo disco di debutto, con questo 'Les Chemins de l'Exil'. Un ritorno gradito quello del trio transalpino, da sempre concentrato a narrare eventi storici dell'epoca medievale, attraverso l'irruenza del black metal. E i nove pezzi qui contenuti proseguono infatti il percorso intrapreso lo scorso anno, proponendo un black melodico che riprende un po' le linee guida della Les Acteurs de l'Ombre Productions, sempre attenta nella produzione di band allineate al loro "credo". Abbiamo recensito i Darkenhöld a giugno e mi verrebbe da dire che i LBdR sembrano seguire il medesimo filone, forse con un briciolo di melodia in più e anche con un pizzico di freschezza in più, cosa che si era invece persa nelle ultime release della band nizzarda. E cosi il disco si apre con i soffici tocchi di "La Forêt" che lasceranno ben presto a un riffing potente e a seguire, a una parte ben più atmosferica, in cui il vocalist Regicide lascia andare il proprio screaming. Ma che l'approccio dei nostri verso gli aspetti melodici sia palese, si evince anche dalle linee di chitarra della seconda "L'Âme Sans Repos", un pezzo che nonostante un esplosivo incipit, si assesta successivamente su un mid-tempo ragionato, sorretto da una chitarra in tremolo picking e da un drumming davvero incisivo, che a tratti sfora nel post black. È tuttavia nella terza "Vers l'Étoile Solitaire" che ravviso una maggior voglia di sperimentare: forse in quel cantato pulito in lingua madre che apre il brano o ancora, nelle ottime linee melodiche e nel break semi-acustico nella seconda metà, seguito da bridge/assolo che contribuiscono a confezionare quello che sarà poi il mio brano preferito del lotto. Apprezzabile anche "Le Chevalier au Corbeau", che non sembra aver niente a che fare col black, almeno nel suo incipit: poi spazio a una bella cavalcata, voci che si alternano tra pulito e scream, momenti a tratti ruffiani, che contribuiscono comunque a rendere più accessibile la proposta dei nostri. E ulteriori conferme arrivano dalle aperture delle successive "Ord Vil Merdos " e "Le Val Dormant", quest'ultima addirittura melliflua nei suoi primi 90 secondi. E alla fine, questi si riveleranno tutti i punti di forza per i LBdR, per prendere le distanze da Darkenhöld e soci e da un approccio oramai troppo intransigente. Non siamo ancora su livelli eccelsi, ma la strada intrapresa, mi sembra quella corretta. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2025)
Voto: 73