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domenica 5 aprile 2026

Mek Na Ver – Noctivaga

#PER CHIAMA: Black Metal
C’è un tipo di freddo che non ha niente a che vedere con il meteo. È quel brivido che senti quando la porta di casa non è più un confine sicuro, forse a causa di una presenza che abita i nostri spazi. È cosi che i Mek Na Ver si palesano, senza bussare, con la loro intro "Silenzio d'Incanto e Fiele", opener di 'Noctivaga', il loro secondo atto, che segna il ritorno della band romana dopo ben sedici anni da 'Heresy'. E il quartetto, guidato dalle vocals di Serena (accompagnata peraltro da membri legati a nomi storici come Opera IX e Aborym), non si accontenta di suonare black metal, allestisce un altare di synth e ossidiana su cui sacrificare ogni rassicurante certezza solare. "Strix - Elegia Lunae" è il primo diabolico afflato in cui l'architettura ritmica black è sorretta dai magici synth di Emanuele Telli (Opera IX) che rendono i riff ancora più affilati. "Strige - Altar of Unspoken Vows" esalta le qualità della guest Elisabetta Marchetti al microfono, con un cantato caldo e pulito, mentre il black atmosferico fluttua nell'etere evocando misteriose entità come Saor o Drudkh. Non conoscevo i Mek Na Ver prima di oggi eppure il loro sound suona già familiare nella mia testa. E "Strigae – Canticum Nihilitatis (Il Canto del Nulla)" continua ad ammaliarmi con il suo black venato di sano folklore mediterraneo, fatto di melodie solenni e atmosfere vibranti. Se "Strigoi - In Nihilum" vanta un misterioso break centrale atmosferico con la voce di Serena in primo piano, "Ascensio Astrae (tra le Stelle)" vede la comparsa di un altro ospite, Federico Sanna alla voce, abile nel passare tra clean vocals e screaming efferati, in un brano che riesce a essere contemporaneamente densissimo e trasparente. In coda, "Sabbat – Vespera Ultima" è il pezzo più lungo del lotto, un black sinfonico che è la dissoluzione finale di un rito che spegne l'ultima candela per un disco che non ha paura di guardare nell'oscurità e, cosa ancora più rara, non ha paura di lasciarsi guardare da essa. (Francesco Scarci)

(Masked Dead Records - 2026)
Voto: 73