Visualizzazione post con etichetta The Descent. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Descent. Mostra tutti i post

lunedì 23 marzo 2026

Skaphos – The Descent

Ascolta "Skaphos – The Descent" su Spreaker.
#PER CHI AMA: Black/Death
Dimenticate la luce che filtra tra le onde e quella rassicurante linea dell'orizzonte. Con gli Skaphos, il mare non è un paesaggio, ma un presagio, quello di morire affogati in quegli abissi infernali raffigurati nell'artwork del disco. La band di Lione torna con 'The Descent', e lo fa per la prima volta sotto l'egida della Les Acteurs de l’Ombre, un’etichetta che di oscurità se ne intende parecchio. Il nuovo disco è un rito di purificazione, una discesa iniziata anni fa con la trilogia 'Bathyscaphe', 'Thooï' e 'Cult of Uzura', che oggi viene ripresa e spinta oltre il limite della sopportazione fisica. Gli Skaphos hanno preso come base il materiale dei primi due lavori e lo hanno trasformato in un biglietto da visita definitivo, un vortice di abyssal death metal che ti trascina sul fondo del mare senza chiederti se hai abbastanza ossigeno nei polmoni. Otto brani di death metal dissonante, quello in cui le chitarre si avvitano su se stesse e in cui la sensazione, è quella di sentire la pressione dell'acqua che schiaccia sopra la nostra testa e sul torace. "Nese Ende" apre i battenti con l'acqua che inizia a entrare copiosa. La sezione ritmica è mostruosa, un capolavoro di claustrofobico black/death, in cui l'oscura voce growl è solo uno dei tanti tasselli che compongono la proposta del quartetto transalpino. Il mio personale suggerimento è di ascoltare il tutto in cuffia, il sound dei nostri vi stritolerà infatti in una morsa divorante, con uno sciame di blast-beat paragonabile alla contraerea, ahimè tanto attiva nell'ultimo periodo. "Okean" prosegue sulla falsariga, evocando incubi affini alle proposte di Ulcerate e Immolation, il tutto immerso in un universo smaccatamente lovecraftiano. "Mireborn" esala quell'odore di putrefazione che risale dalle profondità, con batteria, chitarre e basso, a creare un'atmosfera di morte esaltata dalla rancorosa espressività del frontman. "Ube" non si perde in troppi giri di parole, ci aggredisce immediatamente con la sua ritmica schiacciasassi, un divampare di schegge impazzite che vanno in ogni direzione, prima di un pericoloso e sinistro rallentamento ritmico. Ma la follia è dietro l'angolo e pronta a deflagrare ancora nella seconda metà del brano, in cui l'urlo del vocalist chiude l'incubo. "The Descent" è un'alternanza tra parti più lente e opprimenti ad altre sempre pronte a esplodere in improvvise fughe di caos primordiale mentre "Horror Squid" suona dapprima come una litanica danza di morte, poi come una violenta grandinata, presagio dell'apocalisse che incombe. Ci sono ancora un altro paio di pezzi prima della conclusione, ma le mie orecchie grondano ormai sangue per la profondità degli abissi raggiunti. Lascio quindi a voi il compito di nuotare ancor più in profondità per esplorare la Fossa delle Marianne. Ma attenzione, perchè il mare non perdona. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2026)
Voto: 75