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| #PER CHI AMA: Drone/Noise/Experimental |
I Demikhov hanno da sempre sperimentato col rumore, continuamente e in forme diverse, per tutta la loro più che decennale carriera. Ci hanno abituato al noise hc più estremo, alternandolo a composizioni sempre rumorose e violente, ma con una forma canzone più vicina, a grandi linee, e giusto per dare un'idea di base, alle venature alternative dei Jesus Lizard o dei Lightning Bolt. In questo 'The World as Non-Objectivity', in cui si riprendono registrazioni di studio del 2023 e una esibizione al Dio Drone Festival XI del 2024, la band bresciana mostra il suo lato più minimalista, e poco importa se sia prodotto con feedback di chitarre o synth o qualche altra diavoleria, è comunque perfettamente rumorista, e mette in luce tutto il suo fervente legame al drone, quindi per antonomasia, difficilmente catalogabile e spiegabile come opera. Il rumore è la base di partenza per interferenze, esplosioni, movimenti astratti di ronzii e feedback che si muovono per tutta la durata dei brani, alternati a suoni extraterrestri e silenzi abissali. Siamo di fronte ad un formato sonoro di radicale sperimentazione, improvvisazione ed espressione sonora senza confine, che crea una distanza siderale dalle forme musicali di routine di ogni tipo. Questo tipo di sperimentazione trova sempre una sua collocazione nel filone dell'originalità, poiché non vi è possibilità di confronto, ne esiste una vera necessità a farlo, bisogna farsi coinvolgere senza se e senza ma, per coglierne il reale significato artistico. Le musiche sono state ispirate dalle opere del pittore d'avanguardia Kazimir Malevich, e per capire il senso di questo disco potrebbe tornare utile cimentarsi nella visione di tali opere durante il suo ascolto. Un collage di brani anticonvenzionali che trovano il loro epilogo nell'ultima traccia live, la title track, che supera di poco i 30 minuti con la sua proposta di puro noise/drone, rumore minimale senza ritmo o costruzione melodica, suoni disturbanti, e il rumore bianco di una vecchia radio non sintonizzata, mostrando una certa affinità con un'ipotetica soundtrack di un film che parla di un subconscio oscuro, profondo e sconosciuto. 'The World as Non-Objectivity' è alla fine un disco che risulterà molto appetibile per gli estimatori di sonorità ultra sperimentali. (Bob Stoner)
(Archaeological Records/Dio)))Drone/Acvfene Records - 2026)
Voto: 66
