mercoledì 5 agosto 2026

Vorax - Volcano Shock

#PER CHI AMA: Death Old School
Prendete i Bolt Thrower, gli Asphyx e il groove pre-masticato del Max Cavalera d'annata. Frullate il tutto e otterrete 'Volcano Shock', l'album di debutto degli svizzeri Vorax. Sulla carta, una dichiarazione d'amore al death old school; nei fatti, un monumentale manifesto di scarsa originalità che sfocia, dopo qualche traccia, in una noia letale. Completamente autoprodotto, il disco si vanta di rigettare i moderni trucchi digitali in favore di un suono crudo e analogico. Il risultato? Un muro sonoro roccioso e prevedibile, dove la sezione ritmica procede con un passo cadenzato e un growl cavernoso che non si sposta di un millimetro dai binari del già sentito. Persino il concept lirico, che abbandona lo splatter per concentrarsi sull'estinzione preistorica e la furia degli elementi, finisce per naufragare nello stesso piattume della musica. L'opening track, "Magma Ocean", prova a stabilire le coordinate stilistiche con riff palesemente devoti ai Bolt Thrower, ma l'effetto nostalgia svanisce in fretta, nonostante una sezione solistica volta a inseguire un briciolo di originalità nei suoi guizzi psichedelici. La successiva "Devouring Raw Flesh" prova ad alzare il livello di brutalità per scatenare un pogo infernale, ma trasmette solo un senso di stanchezza primitiva. Quando si arriva alla title-track, ci si rende conto che il cosiddetto riffing senza fronzoli è in realtà un loop infinito che mima un terremoto già sentito mille volte. La seconda parte del disco è un vero e proprio test di resistenza per l'ascoltatore. "Burning Lava" propone un groove ossessivo che non aggiunge nulla a quanto appena sentito, mentre "Hunter Killer" sceglie la via dell'aggressione quadrata e priva di melodia, risultando solo sterile. Nemmeno la più ritmata e ricercata "Flight of the Pteranodon" riesce a sollevare le sorti di un lavoro che sembra aver esaurito le sue idee dopo una manciata di brani. Il singolo "Reign Supreme" saccheggia, senza troppi complimenti, il groove tribale di scuola Sepultura con stop-and-go scolastici, prima che la conclusiva "The Great Dying" provi a scimmiottare il doom/death degli Asphyx, con tempi rallentati che sembrano non finire mai. Se è vero che parte della critica ne ha lodato l'autorità esecutiva, è impossibile ignorare l'assoluta mancanza di identità di questo progetto. 'Volcano Shock' è il classico disco-fotocopia che non lascia traccia: un'esperienza d'ascolto talmente derivativa e cosi priva di idee da generare quella fastidiosa sensazione di dejà-vu che vi costringerà, ben presto, a spegnere lo stereo e a prendervi un buon libro. (Francesco Scarci)

(Self - 2026)
Voto: 55