martedì 13 gennaio 2026

Laetitia In Holocaust - I Rise With The Dead

#PER CHI AMA: Black Avantgarde
Con l'EP 'I Rise With The Dead', i modenesi Laetitia In Holocaust riaffermano la propria posizione di assoluti outsider del black metal d'avanguardia italiano, proseguendo quel percorso di destrutturazione sonora iniziato oltre vent'anni fa e che il sottoscritto, ha iniziato ad apprezzare con l'album 'Rotten Light' nel lontano 2011, dopo averli incontrati per un'intervista radiofonica. Il quintetto emiliano, reduce dal precedente 'Fanciulli d'Occidente', continua il proprio percorso in un territorio in costante precario equilibrio tra la lezione acquisita dai Spite Extreme Wing e le dissonanze liquide dei norvegesi Ved Buens Ende, mantenendo comunque un'attitudine orgogliosamente aristocratica e distaccata. La produzione, curata per esaltare ogni sfumatura di un songwriting stratificato, mette in primo piano il lavoro virtuosistico del basso fretless, che s'intreccia già nell'iniziale "Gioia e Pianto alle Teste dei Leoni", a chitarre mai banali, dalle trame serrate e psichedeliche allo stesso tempo, mentre lo screaming acuminato di A.Z., è simile a una grattugia che sbriciola listelli di ferro. Alla fine, i dodici minuti dell'opening track sono una valanga di pura estasi nichilista, dove l'intensità drammatica delle atmosfere, si combina con i consueti repentini cambi di tempo, marchio di fabbrica da sempre della band, andando a dipingere un paesaggio di rovine ed echi ancestrali, che si accompagnano con delle liriche improntate alla rinascita dei valori vitalistici, la caducità del vigore e della bellezza e il veleno del Cristianesimo. Con la successiva "From Ploughshares to Swords", si continua con sonorità mid-tempo che comunque non soffocano i ruggiti bellicosi di un comparto chitarristico assai complesso e ispirato, soprattutto in quei passaggi strumentali che evocano una nostalgia cupa per un mondo perduto. In conclusione, 'I Rise With The Dead' è un'opera che consolida un'identità artistica granitica e inimitabile che da sempre vado sottolineando per i Laetitia In Holocaust, un lavoro sicuramente ostico ma comunque indicato per chi cerca nel black metal una profondità intellettuale che vada oltre il semplice impatto sonoro. (Francesco Scarci)

(Masked Dead Records - 2025)
Voto: 74