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lunedì 5 ottobre 2026

Zetsu – Uomini Siate e Non Pecore Matte

#PER CHI AMA: Hardcore/Stoner
Negare che il disco di debutto dei veneti Zetsu sia un bel disco sarebbe come mentire spudoratamente; lo stesso si può dire per la preparazione di questa band, artefice di un album che, a tutti gli effetti, ha le carte in regola per fare il botto. Certo è, che a conti fatti, 'Uomini Siate e Non Pecore Matte' nasconda una serie di scheletri nell'armadio che fungono da arma a doppio taglio. I fantasmi compositivi e vocali delle band storiche che hanno forgiato la musica alternativa italiana nei decenni precedenti si mettono in fila infatti nel bussare alla porta, e la loro scomoda presenza pesa come un macigno sull'originalità dei brani, anche se questo continuo rimando, permette ai brani di essere assimilati dall'ascoltatore in maniera naturale, almeno per chi è già avvezzo a questo tipo di sound. Non basta attorcigliare poi attorno alla musica qualche riff più rude o acido dalle tinte stoner o hardcore, qualche feedback o testo più o meno pungente, che, dai Verdena al Teatro degli Orrori, passando per i Marlene Kuntz, Måneskin e quant'altro, mette in fila indiana e la cui influenza non resta inosservata o inascoltata, brano dopo brano. La band suona diretta, senza particolari devozioni a virtuosismi vari, attaccando bella potente, e transitando da un genere all'altro con qualità e dinamica. Sembra infatti di trovarsi di fronte ad un puzzle da mettere insieme per capire da quale band del passato e del presente arrivi l'ispirazione compositiva per il prossimo brano. Forse è un'interpretazione vocale che, cantando in italiano e con questo stile, purtroppo e inevitabilmente, risuona derivativa in più momenti. Bisogna dire che a loro favore gioca una buona preparazione tecnica, un buon gusto musicale, il coraggio di osare in lingua madre e una verve rumorosa che li spinge verso sonorità vicine all'hardcore, all'alternative e al post-grunge italico. Ribadisco il fatto che quello dei Zetsu è un buon disco e per un pubblico giovane, può suonare addirittura come un ottimo disco, mentre per qualche testa più grigia, rischia qualche paragone storico di troppo. Al netto di quanto detto, l'album è valido, e ben vengano band di questo calibro nel nostro panorama musicale, che credono ancora nella forza dei testi dal forte impatto politico, sociale ed esistenziale. E se un giorno si spingessero oltre, verso l'inventiva e un'effettiva originalità sonora, sarebbe tutto così estremamente adorabile. Senza dubbio un inizio con i fiocchi: d'altra parte, brani come "Pecore Matte" e "In Principio era un Cazzo" hanno tutte le carte in regola per piacere proprio a tutti. (Bob Stoner)

(ONErpm - 2026)
Voto: 70