Interviews

giovedì 28 giugno 2018

Orchestral Manouvres In The Dark - The Punishment of Luxury

#PER CHI AMA: Electro Industrial
La crescente liofilizzazione degli archetipi culturali del terzo millennio raccontata nell'interessante singolo d'apertura "Isotype", introduce le svariate forme di spersonalizzazione raccontate nel prosieguo: l'uomo col cuore nel buco della imbarazzante "Robot Man", il consueto fatalismo sentimental-ambiental-apocalittico tratteggiato in "What Have We Done" (viva Trump), il decadentismo tecnologico di "Precision & Decay", volendo anche la convoluzione uomo-macchina inscenata in "La Mitrailleuse" (sarebbe un quadro futurista di C. R. W. Nevinson del 1915). I suoni dapprima chemical-fraternizzano (la pessima "The punishment of Luxury" in apertura) apertamente con certo tecnopop old school più (i Pet Shop Boys che pagano le spese di condominio di "What Have We Done") o meno (la Laurie Anderson in coda dal bottegaio di "Precision & Decay") ordinario (sentite però anche la sfrontata "Art Eats Art") per convergere verso un più rassicurante e ballatoso new romantic: gli Spandau Ballet alla fermata del tram di "One More Time", per esempio, ma anche e soprattutto le conclusive, speranzose, "Ghost Start" e "The View From Here", sprizzanti sentimenti come lampade di sentimenti e intrise di tramonti marini, new age in saldo e grida di gabbiani. (Alberto Calorosi)

(White Noise - 2017)
Voto: 60

https://officialomd.bandcamp.com/releases