Interviews

martedì 21 ottobre 2014

Sarkast - Komakollektiv

#PER CHI AMA: Crust, Punk
Sporco, diretto e veloce. Così si può sintetizzare 'Komakollektiv' dei teutonici Sarkast. Una corrosiva opera di venti minuti che, già dall'artwork, lascia ben poco spazio all'immaginazione, un ritorno verso la fine degli anni '80, una dedica alla rabbia, una - giustamente - velata non curanza della produzione (anche se una grancassa con meno punta sarebbe stata nettamente più piacevole). Perchè alla fine ciò che conta è il messaggio e questo arriva chiaro e conciso già dalle prime note di "Kreislauf", quando si è investiti da una impalpabile raffica cenerea, distorsioni taglienti e ruvide vibrazioni. Il songwriting ad ogni modo non è portato ai minimi termini e si trovano dei piacevoli ma sporadici rallentamenti e dei pattern di batteria dinamici grazie all'uso del doppio pedale e blast-beat, la cui sintesi la si può ascoltare e gustare nella centrale "Farbenleere"o nell'ultima "Ohne Abschied", tracce a mio parere da considerarsi le migliori del platter, in quanto vincono con una basilare originalità. Tratti melodici, seppur infimi e di dubbio carattere, vengono sfiorati solamente in un paio di tracce, andando a ravvivare le composizioni là ove potrebbere arenarsi nelle classiche ritmiche del genere. Il lavoro nel complesso è onesto e poco pretenzioso, piacerà certamente ai cultori dell'old school nonostante qualche "influenza" moderna, come le ritmiche serrate spesso in combinazione con il sopraccitato doppio pedale o le sporadiche dissonanze. Incazzati! (Kent)