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martedì 24 settembre 2013

Who Dies In Siberian Slush - We Have Been Dead Since Long Ago...


#PER CHI AMA: Funeral Doom, Pantheist, Thergothon
Un nome, una garanzia. Una delle band più rappresentative della russa Solitude Productions, i Who Dies In Siberian Slush, tornano con "We Have Been Dead Since Long Ago..." un'altra opera di sofferenza e depressione, dopo il degno debut "Bitterness of the Years That Are Lost". Il suono si è evoluto, o per meglio dire, è morto nella fanghiglia siberiana dopo una quotidiana dose di vodka e droghe tagliate con il detersivo. La opener "The Day of Marvin Heemeyer" è la traccia più coinvolgente del disco, probabilmente grazie ai suoi tempi veloci e ai suoi riff oscuri, poco apprezzabile invece il flanger che incontro un paio di volte durante l'ascolto, perchè troppo invasivo, dato che non inficia solamente uno strumento, ma l'intera traccia. La parte centrale del disco rappresenta l'essenza del combo russo: troviamo tristi melodie, uptempi death metal, un diffuso minimalismo sonoro costantemente in chiave minore che esprime tutta la sofferenza del freddo boreale che ragginge il suo apice con "Funeral March N°14", composizione a dir poco estenuante che ci prepara per la chiusura di "Of Immortality", la traccia più completa del disco che equilibra tutti i particolari della band e che chiude perfettamente l'opera. In sostanza, un lavoro decisamente superiore alla media che grazie alle sue opprimenti sonorità trasmette tutto il male di vivere di questi giovani russi. Purtroppo c'è ancora qualche passo falso che compromette le potenzialità di questo lavoro per cui spero vivamente che la prossima volta i nostri riescano a confezionare un prodotto definitivo. (Kent)