Interviews

mercoledì 25 settembre 2013

Sleepers Awake – Transcension

#PER CHI AMA: Prog rock, Prog metal, Tool, Pain of Salvation, Bush
Secondo album autoprodotto datato 2013, per questa band americana proveniente da Cleveland. Gran bella prova, un sound senza dubbio debitore del grunge e con impasti metal progressivi melodici sulla scia di Queensryche, qualcosa dei Megadeth e ritmiche contorte in stile Tool, con un sound molto più caldo che va a ripescare trame neo prog a la Dream Theater. La timbrica del cantante e chitarrista Chris Thompson si snoda tra l'oscura intensità vocale di M. J. Keenan e la sensualità di Gavin Rossdale dei Bush e raramente si stacca da queste due icone, marchiando a fuoco lo stile della band che mostra ottime idee e talento, anche se forse manca ancora quel pizzico di originalità che li renderebbe unici. Un po' forzati risultano i growls ad affiancare il cantato, giusto per dare un tocco più metallico al tutto, comunque, nonostante questo, Mr. Thompson rimane una conferma sia come vocalist che come chitarrista. I dodici brani sono sofisticati e complessi, quasi tutti molto lunghi, frastagliati, con cambi continui di tempo e miriadi di riff che si rincorrono continuamente e che proiettano l'ascoltatore in un universo ambizioso e multidirezionale, carico di certosina perizia sonora ed altrettanta cura estetica del suono. L'album è impegnativo e molto lungo, ha il sapore di un vero e proprio concept e rincorre le vie di "Undertow" dei Tool prendendoperò nettamente le distanze dal suono freddo ed estatico della band di Keenan, ampliandone le influenze, caricando sulla componente progressiva ed il virtuosismo dei singoli musicisti. Il sound è brillante e di moderna generazione, nessuna traccia di vintage prog anni '70, anzi continuamente la band cerca di proiettarsi nel futuro sonoro di realtà esplosive come i Pain of Salvation di cui condividono l'attitudine molto rock trafitta da tanta calda e ricercata energica melodia. "Transcension" è un album ben fatto e pensato ad arte, un disco che nasconde in sé una composizione musicale nettamente al di sopra della media, un'ottima dimestichezza con gli strumenti, una grande passione, una visione introspettiva della musica e un'intensità cara ai pezzi migliori ed indimenticabili del grunge (ricordate la tensione di brani come "Machinehead" dei primi Bush?). (Bob Stoner)