sabato 11 luglio 2026

The Eternal - Obscured Horizons

 #PER CHI AMA: Gothic/Dark
Da grande fan dei The Eternal, dopo aver recensito il precedente 'Celestial', non vedevo l'ora di stringere tra le mani una loro nuova release. Desiderio esaudito, e pure con largo anticipo: 'Obscured Horizons' vedrà la luce ufficialmente solo tra più di due mesi. Il quartetto finnico-australiano si ripresenta al pubblico con nove tracce destinate a cementare ulteriormente il loro inconfondibile marchio gothic-dark. Il sipario si alza su "Lament for the Hollow", primo singolo estratto. Un pezzo che ribadisce un concetto chiaro: la proposta dei The Eternal è guidata, ieri come oggi, dalle melodie e dal carisma vocale del frontman Mark Nelson (già voce di Alternative4 e Cryptal Darkness). Supportato da una solida architettura orchestrale, da una produzione cristallina che valorizza ogni singolo strumento e da una tecnica sopraffina, il brano si impone come il perfetto biglietto da visita del disco. Ottimo anche l'impatto di "Existing To Expire", secondo estratto, che viaggia su una dinamica trascinante: chitarre in evidenza, voce suadente e quel tocco perennemente malinconico che è ormai il trademark della band. Il viaggio prosegue con "Colours Fade": attitudine da ballad, vocals strappa mutande, melodie azzeccatissime e un paio di assoli da brivido. Al contrario, "Harmony Breaks" irrompe con tutt'altro piglio, rivelandosi però ruffiana tanto quanto la precedente. La differenza sta in un sound a tratti più robusto, che gioca di contrasto con la melensaggine di alcuni passaggi. Nulla da eccepire sul piano tecnico, gli assoli rimangono magistrali, ma questo loro essere un filo troppo paraculi, rischia di infastidire alla lunga. Un'impressione confermata dalla successiva "I’ve Seen The Dream": incipit marcatamente pinkfloydiano e arrangiamenti fin troppo gentili. Ci pensa "Liminality" a scuotere le cose: qui esplodono le chitarre più pesanti del lotto e, finalmente, una ringhiata vocale che spezza l'intorpidimento dei brani precedenti. Grazie a questo precario equilibrio tra un gothic preponderante e un progressive mai ingombrante, la traccia si conquista la palma di mia preferita del disco. Era ora. Da qui in avanti si cambia marcia: la title track sfoggia una pesantezza elegante e teatrale, mentre l'oscura "Yesterday's Gone" osa soluzioni più sperimentali, rievocando a livello ritmico certe intuizioni alla Devin Townsend. La chiusura è affidata ad "Awaken", un pezzo intimista ma ricco di sfumature prog nel comparto solistico. In conclusione, 'Obscured Horizons' decreta l'ennesimo, ben riuscito ritorno discografico firmato The Eternal. (Francesco Scarci)

(Reigning Phoenix Music - 2026)
Voto: 74