Interviews

lunedì 11 ottobre 2021

Aorlhac - Pierres Brûlées

#PER CHI AMA: Punk/Black, Windir
Li avevo io stesso recensiti nel 2018 i francesi Aorlhac (mi raccomando ve lo ricordo nuovamente, si pronuncia "our-yuck") con il terzo capitolo della loro trilogia, 'L’Esprit des Vents'. Li ritrovo oggi con questo 'Pierres Brûlées', che ci dice quanto la band originaria di Aurillac, sia più in forma che mai e la Les Acteurs de l'Ombre Productions non può che sfregarsi le mani. L'intensità palesata dai nostri in questa nuova opera ha infatti del miracoloso con la forza d'urto della opening track, "La Colère du Volcan", pari a quella dei vulcani (islandesi e ora anche quello delle Canarie) che stanno sprigionando pericolosamente sulla Terra. E quindi non possiamo far altro che lasciarci travolgere dalla colata lavica eruttata dagli strumenti di questo quartetto transalpino attraverso le sfuriate epic black che non faranno certo prigionieri. Il disco, brano dopo brano, si conferma una strepitosa cavalcata, che trova i suoi punti di forza nella sontuosa eleganza ed epicità trasudata dalle note malinconiche della seconda "Au Travers de Nos Cris", il mio pezzo preferito, spoilero subito, forse perchè il brano più lungo e strutturato del lotto, ma anche quello più completo e nelle cui chitarre conclusive, sento quella magia pagana dei Primordial e che avevo apprezzato nei dischi di un'altra delle band del batterista, quel K.H. che milita anche negli Himinbjorg. Insomma, l'esperienza accumulata in questi anni di militanza nell'underground da parte dei membri degli Aorlhac mi sembra abbia pagato e questo sia il positivissimo risultato. Vi raccontavo quali fossero poi i pezzi che più mi hanno esaltato e aggiungerei l'esplosività delle chitarre della terza "Vingt Sièges, Cent Assauts", quasi una versione black dei Motorhead miscelata con l'epic dei Windir, in un brano sparato alla velocità della luce. Di "katatonica" memoria invece l'incipit di "Nos Hameaux Désespérés" anche se poi le vocals, la linea delle chitarre, e il drumming furioso in blast-beat, ci conducono in realtà da tutt'altra parte, anche se questa song alla fine suonerà un po' meno frenetica delle precedenti. "La Guerre des Esclops" è un altro bel pezzo, scaraventato a tutta velocità con le sue urticanti chitarre (a tratti taglienti, in altri frangenti più compassate), le caustiche vocals di Spellbound (un altro che abbiamo apprezzato recentemente nei Jours Pâles) e una batteria fragorosa che sembra la classica contraerea nei cieli di Baghdad della Prima Guerra nel Golfo. Interessante sentire come nella seconda parte del brano, le chitarre citino i Cradle of Filth in un vorticoso maelstrom sonoro. In chiusura la title track e gli ultimi travolgenti e acidi minuti di questa release punk black, ove a mettersi in luce sono le chitarre (ottimo assolo peraltro) e la voce qui nel suo formato più epico che stempera quella devastante porzione ritmica in grado di lasciarci semplicemente senza fiato. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2021)
Voto: 76

https://ladlo.bandcamp.com/album/pierres-br-l-es