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mercoledì 22 luglio 2020

Grave Circles - Tome II

#PER CHI AMA: Black/Death
Avevo già parlato dell'apertura della Les Acteurs de l'Ombre Productions a entità musicali al di fuori dei confini transalpini in occasione dell'uscita degli svizzeri Borgne. Era già successo anche con poche altre eccezioni, i baschi Numen, i cileni Decem Maleficium e i lituani Au-Dessus. Ora l'etichetta di Champtoceaux, si rifà avanti con gli ucraini Grave Circles e il loro debut su lunga distanza, 'Tome II'. Il disco, uscito in digitale sul finire del 2019, ha catturato l'attenzione della label francese grazie ad un sound misantropico e glaciale che irrompe con la ferocia incontrollata di "Both of Me", una traccia che sembra avere la stessa violenza di una grandinata in piena estate con i chicchi di grandine della dimensione di un'arancia. Questa la sensazione infatti durante l'ascolto dell'opening track che si abbatte con furia black abominevole, fatta di una tempesta di chitarre e blast-beat di batteria, con il basso a tracciare un selciato in sottofondo di un certo spessore e le harsh vocals di Baal (il batterista dei Peste Noir) a digrignare i denti, sbarrare gli occhi e urlare a squarciagola. Ecco in sommi capi delineato il profilo musicale della band originaria di Vinnytsia, che trova tuttavia il modo di piazzar dentro al brano anche intermezzi mid-tempo, un malinconico frangente in tremolo-picking e una musicalità, nei momenti più ragionati, che chiama in causa i connazionali White Ward. Obiettivo centrato almeno per il sottoscritto, a maggior ragione quando l'incipit di "Predominance" si mostra cosi evocativo, prima di esplodere in un ferale attacco black che non concede nemmeno un secondo di respiro, almeno fino a quando un altro oscuro break acustico allenta la tensione si qui a dir poco dilagante. Sul finire del brano, fa capolino anche una voce pulita ad affiancarsi a quella demoniaca del vocalist, mentre le chitarre sciorinano riff di importazione dal classico heavy metal. Un cerimoniale liturgico sembra aprire "Faith That Fades", ma non mi faccio più ingannare dalla calma apparente dei primi attimi. Mi metto il casco e mi scaglio subito dopo a tutta velocità ad affiancare il sound qui disarmonico del quartetto ucraino, che evoca un mix tra Mgła e Deathspell Omega. Immancabile anche qui l'intermezzo soft ambient, quasi la regola su cui poggia l'architettura complessa di questo 'Tome II'. "Thy Light Returneth" ha un che invece del black svedese di Unanimated e Sarcasm, con quelle linee di chitarra tanto taglienti ma allo stesso tempo assai melodiche. Anche la traccia sembra molto più riflessiva nella sua progressione rispetto ai pezzi ascoltati sin qui, soprattutto è apprezzabile il lavoro alle chitarre, qui più ispirate che mai. Il che si conferma anche nella successiva ed epica "When Birthgivers Recognize the Atrocity", che sembra darci modo di godere della band quasi da una angolazione completamente diversa, pur mantenendo intatta quella furia che contraddistingue il sound della band, ma in questo brano c'è cosi tanta carne al fuoco che si rischia di venir triturati dai repentini cambi di tempo manipolati dai nostri. "The Unspoken Curse" e "Abstract Life, Abstract Death" sono gli ultimi due pezzi di un disco alquanto interessante: il primo dall'apertura atmosferica che evolverà ben presto in una ritmica dal mood punkeggiante, ma solo per una frazione di secondi, vista l'imprevedibilità della compagine est europea. La seconda è l'ultimo atto di un disco ad alto potenziale pirotecnico: devastante quanto basta, ha ancora modo di offrire qualche residua trovata musicale (un approccio più orchestrale ad esempio nell'utilizzo degli archi) che eleverà sicuramente l'interesse dei fan per questa release a cui manca davvero poco per elevarla dalla massa di band black death che pullulano la scena. Con un pizzico di personalità (e originalità) in più, sono certo che permetterà ai Grave Circles di avere una elevata risonanza nel mondo dell'estremismo sonoro. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2020)
Voto: 74

https://ladlo.bandcamp.com/album/tome-ii