Interviews

venerdì 8 settembre 2017

Blood Red Throne - Come Death

BACK IN TIME:
#PER CHI AMA: Brutal Death, Cannibal Corpse
Aaarghhh! Abbiamo recensito gli ultimi due album dei mostruosi Blood Red Throne, andiamo allora a pescare un loro classico, 'Come Death' del 2007. La band, guidata dall’ex Emperor Tchort, si riaffaccia sulla scena a distanza di un paio d’anni dal fortunato 'Altered Genesis', con un lavoro compatto di una quarantina di minuti, che prosegue il discorso iniziato nel 2001 con 'Monument of Death'. La musica è come sempre un micidiale attacco frontale di puro death metal sulla scia dei migliori act americani (quelli della Florida per intenderci). La release dei nostri segna tra l’altro, l’ingresso in formazione di Anders Haave alla batteria e Vald alla voce, che mostrano decisamente di saperci fare. La musica? Beh, è il solito pesantissimo e intricato muro di riffs eretto dal duo formato da Tchort e Død, sorretto dalla violenza di Anders alle pelli (mostruoso nei campi di tempo e nei blast beat) e dalle gutturali vocals di Vald (che si lascia talvolta andare anche a uno screaming maligno, di stampo black). È un brutal death efferato che non lascia scampo: chitarre al fulmicotone (ascoltatevi “Taste of God”, “Guttural Screams” o la title track per farvi un’idea) crivellano di proiettili il nostro corpo, spaziando con il loro inquieto riffing in territori black o grind, talvolta rallentano nel tentativo di creare atmosfere angoscianti, quasi claustrofobiche, ma che fanno comunque pur sempre male. La quarta release della band scandinava è vincente, anche se non riesce a raggiungere i livelli dei precedenti lavori. Consigliato ai seguaci della band e agli amanti del brutal in genere, perché per chi non è abituato, qui si rischia veramente la pelle. (Francesco Scarci)