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sabato 5 dicembre 2015

Atma - Im Nebel

#PER CHI AMA: Post Black/Blackgaze
Tre brani per quarantadue minuti. Non sarà certo una passeggiata affrontare 'Im Nebel', album di debutto dei teutonici Atma. In realtà non so che aspettarmi dal sound di questa band che apre minaccioso con i suoi suoni lontani, imperscrutabili e ambientali. È "Im Nebel I" a segnare l'inizio delle danze o forse dovrei dire dell'incantesimo sciamanico a cui, il duo formato da Malte e Lucas, ci sottoporrà. Suoni ambient dicevo, quasi estratti da un lavoro dei Pink Floyd più sperimentali e stralunati che lentamente prova ad uscire dal proprio misantropico guscio, ove i due loschi figuri si celano. Trascorsi 7 minuti dall'inizio del cd però non ho ancora ben capito con chi o quale musica avrò a che fare. Gli Atma sembrano avvolti da un manto di fitta nebbia nel quale sia quasi impossibile scorgervi dentro. Ci sono accenni di chitarra elettrica, lo sfiorare dei piatti, ma null'altro che lasci presagire a qualcosa di più. Finalmente un accenno fa capolino verso l'ottavo minuto: una chitarra scarna e una batteria minimal sembrano movimentare un disco che stenta a decollare o comunque ad acquisire una forma ben definita. Che genere fanno gli Atma? Non saprei, rock di sicuro, ma non mi è chiaro a quali livelli di violenza dobbiamo porci. Certo, quella chitarra marcia e decadente mi fa propendere per una forma di estremismo sonoro orientato al black metal. Finalmente al minuto 13, sboccia un selvaggio riffing votato al nero a cui mi stavo preparando e forse tra me e me già pregustavo. L'elementarità sonica però, accompagnata dallo screaming belluino e da una produzione non proprio all'altezza, delude quelle aspettative che un po' mi ero creato nell'attesa che il sound del duo della Westphalia si palesasse nel suo ardore. Forse li prediligo nella loro veste più meditativa e la formula di "Im Nebel II", che ricalca esattamente quella della opening track, mi dà modo di rilassarmi nel blackgaze dei nostri, in attesa che si abbatta sulle nostre teste una nuova burrasca di selvaggio e incandescente metallo nero. Una voce narrante, rumori disturbanti in sottofondo, una chitarra acustica di sottofondo preallertano anticipano il primitivo post black degli Atma che puntuale come un orologio svizzero, cala la propria scure con elementari scudisciate di raw black e grida furiose. Una melodia che omaggia un rock anni '90 (non sono riuscito a ricondurre l'abbinata riff/synth ad una canzone ben precisa) apre e conduce il prologo di "Im Nebel III", la traccia più orecchiabile (almeno nella sezione atmosferica) e quella forse meglio strutturata, complice un finale assai intrigante che segue la furiosa cavalcata black. C'è sicuramente ancora molto da lavorare per dar modo all'estro compositivo dei nostri di emergere in una veste meno primordiale e meglio curata. (Francesco Scarci)