Interviews

sabato 9 agosto 2014

Sagas – Traumwanderer

#PER CHI AMA: Doom Black Progressive, Tyr, Anathema, Agalloch, Paradise Lost 
Parto inconsueto questo EP di debutto dal titolo 'Traumwanderer' dei tedeschi Sagas, uscito nella primavera del 2014. la band teutonica si presenta con un artwork abbastanza originale, e un booklet completo di testi cantati esclusivamente in lingua madre, cinque brani per circa una mezz'ora di musica divisa tra alternative metal, progressive e black atmosferico. Potremmo accostare il quintetto di Happenheim allo spirito degli Agalloch ma i nostri non sono così devoti al pagan folk, li potremmo avvicinare agli ultimi Tyr ma suonano più moderni e alternativi anche se l'effetto ipnotico/epico si avvicina molto; potremmo trovare deboli tracce dei Paradise Lost o dei My Dying Bride (vedi "Konigsmord") se solo volessero apparire più gotici, potremmo giudicarli come una versione prog dei Craft se fossero decisamente più glaciali e ferali, comunque, anche se non tutto quadra alla perfezione, in queste cinque tracce si trova la forza e il coraggio di oltrepassare le barriere dei generi, sperimentare nuovi accostamenti sonori, vedi il growl e le parti vocali narranti estremamente ostiche e malvagie (di scuola Immortal), legate a chitarre pulite, cristalline, supportate da doppia cassa rombante a pieno regime. Un sound (dalla chiara derivazione gothic anni '90) pulito all'inverosimile, astratto, come se ad una black metal band sostituissimo i tipici suoni distorti e cavernosi scambiandoli con quelli dei ultimi Anathema o dei primi Alcest. L'incontro risulta affascinante, atipico, originale anche se a volte non sempre incisivo, sicuramente ricco di atmosfera, arcaico e innovativo allo stesso istante. Qualche piccola modifica, amalgama e sofisticazione alle composizioni ed il gioco è fatto! Possiamo quindi sperar bene per il prossimo futuro di questi musicisti tedeschi. Calcolando poi, che la band è di recentissima costituzione, è nostro dovere tenerla d'occhio, confidando in nuove ricette sonore molto promettenti. Album da recepire con cautela, da odiare o amare senza moderazione. Interessante debutto! (Bob Stoner)

(Self - 2014)
Voto: 70