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domenica 8 dicembre 2013

Vadikan - Hydrargyrun

#PER CHI AMA: Gothic metal, Nightwish
Album di debutto per questa giovane female fronted band russa, che all’attivo ha due demo (uno uscito nel 2008 e uno nel 2010). Tutti i testi sono cantati in russo, ma nel booklet fortunatamente c’è la traduzione a fronte, grazie alla quale è stato possibile scrivere la recensione. Il sound si avvicina al melodic gothic metal, ma con una vena più soft come ci sarà modo di accorgersene più avanti nell’ascolto. Si parte dolcemente con "Break the Templates" che ricorda i Nightwish, più oscuri. La voce femminile ha una nota più lineare e quasi funebre, che il cantato in russo marca ancora di più. Si sente anche una parte growl, ma si sposta dal secondo piano all’appena percettibile. Il ritmo cambia dal flemmatico all'allegro, con una chiusura netta; è così che "A Kiss Across the Eyes" parte, rallentando però durante il suo incedere. La voce tende ad essere appena poco più acuta, sicuramente più viva rispetto al brano precedente. Le chitarre sono perlopiù melodiche e ritmiche, mai troppo preponderanti sulla batteria. Altro discorso con "Chestnut Candles": cupa, grave. Addirittura la vocalist sembra sul punto di cantare una litania funebre, cosa che mi mette un po’ i brividi. Questa sensazione si ripresenterà anche nella canzone "Autumn Again" (che è anche ciò che ho pensato guardando fuori dalla finestra e vedendo la nebbia abbracciare gli alberi che perdono le foglie), ma con la tendenza ad essere più acustica e suadente. Lasciandoci alle spalle queste sensazioni, ci si ridesta con "Eyes of the Muse". Come accennato in precedenza, la vena soft si può sentire in questo brano, tendente più ad un rock melodico che non ad un metal vero e proprio. Preludio alla vena più metal nella title track "Hydrargyrun", la chitarra è messa in primo piano, mentre la batteria in sottofondo scandisce imperterrita il ritmo. La ciliegina sulla torta arriva però con la traccia migliore di quest’opera: "I Remembered You. Finalmente i nsotri tirano fuori le unghie e il motivo cambia in qualcosa di più accattivante. Degna di nota è la batteria che apre il brano, mentre la voce soave non disdegna di sottolineare le parti più romantiche di tutta l’opera. E via di headbanging. Nel battesimo del fuoco non può mancare una composizione totalmente strumentale come "Suspense": già il nome funge da biglietto da visita, essendo inquietante per certi tratti e sperimentale per altri. Curiosa e molto piacevole. La nota stonata si ha con la bonus track "Wicked Love": ripetitiva, fiacca, al limite della noia. Fortunatamente ha influito poco sull’opinione di questa prima fatica, che globalmente si può definire come deliziosa e interessante. Certo, come ogni prima uscita si sente molto il “freno tirato” per tastare i gusti del mercato, ma qualcosa mi dice che già al secondo cd ci sarà un maggiore coinvolgimento. (Samantha Pigozzo)

(Metal Scrap Records - 2013)
Voto: 65

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