Interviews

lunedì 16 dicembre 2013

Odetosun – Gods Forgotten Orbit

#PER CHI AMA: Death Progressive, Gothic, Moonspell, The Blood Divine
Autoproduzione con i fiocchi per questa band tedesca attiva dal 2008 che con questo album sfodera una classe innata e matura. Un suono corposo, pesante e definito allo stesso tempo, una chitarra stratosferica che libera gotica epicità da tutti i pori, con un carisma e una personalità piena di originalità. A volte sembra di sentire i migliori The Cult ('Love' album) in una forma gotica di scuola The Blood Divine, l'atmosfera buia dei My Diyng Bride ma più orgogliosi, meno psicotici e tanto più rock oriented sulla scia dei Sentenced, con richiami al metal dei Moonspell. Un buon stile compositivo, efficace e ad effetto, i brani non deludono mai le aspettative e si prova grossa soddisfazione ascoltando questo ottimo cd. Magari l'idea sonora non è originalissima ma nel suo cavalcare stereotipi di genere riesce ad evolversi e a distinguersi dalla massa per una vena compositiva, dura e melodica di tutto rispetto, bella, orecchiabile, ben calibrata e ben suonata, carica di venature classic rock, con assoli e riff tutti da apprezzare. Non manca il brano strumentale, lungo, psichedelico e progressivo dal titolo "Journey to Gliese" che sposta pesantemente il tiro verso lo space rock. Nell'insieme dei sei brani di certo non sfigura, riesce a creare un ponte narcotico con certo space stile The Spacious Mind rivisitato in chiave gothic metal, che ci permette di respirare prima dei due brani finali, un tripudio di duro rock con aspirazioni post e psych metal. Un album dall'incedere progressivo in continua mutazione che, tralasciando la mediocre grafica di copertina, possiamo definirlo un gioiellino tutto da scoprire e da consigliare! Ascoltare per credere! (Bob Stoner)