Interviews

martedì 5 novembre 2013

The Water Witch - The Heavens in Traction

#PER CHI AMA: Black Avantgarde, Blut Aus Nord, A Forest of Stars
Ero curioso di capire che strada avesse preso Jon Cumiskey dopo la dipartita dai “suoi” Forest of Stars, band che ho adorato sin dai suoi esordi. Ebbene, la nuova reincarnazione, The Water Witch, non tradisce assolutamente le mie aspettative, muovendosi fra sonorità black e puro e sano sperimentalismo sonoro. Non avevo dubbi a tal proposito e quando ad aprire il disco “Winter's Burden” si muove, danzando tra crepuscolari atmosfere e un riffing serrato e malefico, non posso che godere come un riccio. Il buon Jon è tornato per spaccare culi come al suo solito, frastornando le nostre menti con suoni deliranti ma sempre esaltanti, in cui ad emergere oltre a taglienti linee di chitarra, vi è un maligno basso e delle vocals di grande impatto sia in formato scream che pulito. Il risultato è eccellente sotto tutti i punti di vista e la pelle d'oca che si manifesta sul mio corpo al termine della prima traccia ne è la riprova. Godo, non lo nascondo. Inizio acustico per “The Soul of the World” (inizialmente intitolata “Illuminance”) e poi scariche grondanti di cupa e scura elettricità che toccano terra seminando terrore, disperazione e paranoia. La seconda traccia è un esempio di black mid tempo in cui a mettersi in mostra è nuovamente il basso slappato e l'incredibile voce di Jon, in una song dal forte ritmo claustofobico. “Akasha Aflame” è un intermezzo noise che ci prepara alla title track, gemma di un black d'avanguardia, assai sperimentale che richiama la vecchia band del carismatico e talentuoso leader inglese e in cui mette a ferro e fuoco il nostro ascolto, ormai incredulo. Non posso far altro che osannare la bravura del combo albionico e sottolineare la prova dei nostri sotto tutti i punti di vista: compositivo, lirico e concettuale. La melodia scorre a fiumi in questo lavoro, mantenendo tuttavia intatto lo spirito maligno che permea l'intero album. “Wilderness” è un'altra perla musicale: noise, suoni tribali, ambient generano ansia, frustrazione e paura. Quando le chitarre decollano e le sirene avvinghiano la mente e l'anima, turbando il mio subconscio, capisco la grandezza di questa nuova creatura creata dal mastermind britannico. Per chi come me, ama i Blut Aus Nord, qui troverà cibo per la mente. Ipnotici, suggestivi, intercorporei (cosi come suggerito dal buon Jon), i The Water Witch sono la vera sorpresa di questo mio autunno incolore. Non abbiamo ancora finito perché in “Teeth of Oak” trovano posto anche accanto agli estremismi black, suggestioni epic folk che sanciscono la grandiosità di una band che fa della propria assurda creatività, il vero punto di forza. “Asomatous Reawakening” chiude questo strepitoso album che solo pochi mesi fa è incredibilmente riuscito a trovare una distribuzione fisica. E allora care etichette discografiche, anziché perdervi nella produzione di roba da quattro soldi, aprite occhi, cuori e menti, per dare modo di esprimere il proprrio talento sconfinato a band di valore come i nostri The Water Witch. Geniali! (Francesco Scarci)

(Akashic Records - 2012)
Voto: 85

https://www.facebook.com/AndTheMistOfTheWerra