Interviews

lunedì 17 gennaio 2011

Floodstain - Slave to the Self Feeding Machine

#PER CHI AMA: Death/Stoner, Machine Head, Mastodon
Un cd dalla Olanda e la band suona pure un Stoner/Death cattivissimo? Oddio, fa che sia bello, ne ho bisogno.. Allora ascoltiamolo e incrociamo le dita. Sette pezzi che lo classificano nel panorama degli EP e grafica del packaging spartana ma fatta di pugno, perlomeno originale. Il primo pezzo "Deathproof" mostra subito la classicità dello stoner interpretato dai Floodstain: chitarre accordate uno/due toni sotto e via potenti come su una Harley. Diciamo che la voce in stile death è il primo dettaglio che differenzia i Floodstain dal genere classico, insieme a qualche passaggio melodico. Invece il terzo brano che da il nome all' EP nasconde quel potenziale che non avevo immaginato dopo i primi due pezzi: intro melodica con un pianoforte che viene subito divorato dalle distorsioni, lo stesso vale per la voce di Jozz che per poche battute sembra molto Gavin Rossdale ma poi si libera e diventa quel cane rabbioso che tenta di divorarti per i vicoli bui dell' anima. Cinque minuti abbondanti tutti da vivere al culmine dell' ansia. "The Pence within" invece taglia fuori lo stoner e tramuta i Floodstain in una band puramente Death, dalla tecnica anche accettabile se vogliamo. Next one please.. "The Slumbering Titan Slayer" è un pezzone tutto cactus e odore di petrolio nella valle della Morte. Per carità, i Kyuss e i QOTSA potrebbero citare in giudizio i Floodstain per "ispirazione molesta", ma il fatto strano è che quest'ultimi citano i Machine Head e Mastodon come influenze.. Mah. Secondo lavoro (premetto che non sono riuscito a recuperare il primo "Dreams Make Monster") ma ai Floodstain serve una buona iniezione di creatività per idstinguersi nel panorama stoner, sempre che sia quello che vogliono. (Michele Montanari)

(BadMoodMan Music)
Voto: 65